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A Milano il vincitore è Berlusconi

Quando tutto sembrava perso, ha "inventato" Parisi, che potrebbe anche diventare sindaco.

di Giuseppe Turani |

A Milano c’è un vincitore assoluto, e è Silvio Berlusconi. Dato per finito, lui e Forza Italia, è risorto trovando un candidato per il posto di sindaco, Stefano Parisi, che potrebbe anche farcela. Di fronte alla scelta di Parisi i due riottosi alleati di Berlusconi, Salvini e la Meloni, hanno dovuto riconoscere la sua leadership e stare zitti. Inoltre, l’insuccesso romano della Meloni dà ancora più forza al Cavaliere.

Ma non è finita. Con Parisi, Forza Italia, ha trovato forse un sindaco per Milano, certamente un leader di livello nazionale. Insomma, grande operazione.

Ma la vera domanda che tutti si pongono è una sola: perché Sala non ha vinto al primo turno, come molti avevano previsto?

Credo che le ragioni siano tre.

1- Intanto lo stesso Sala ha fatto una campagna elettorale un po’ fiacca. Molto diligente, ma senza sprint. Non ha fatto sognare, e questo oggi in politica si paga.

2- L’ostilità della “sinistra contro” è stata totale. La “sinistra contro” milanese è un singolare aggregato umano. Girano tutti in bicicletta, i più anziani tengono ancora il vecchio eskimo nel guardaroba, sono nemici delle automobili (ma anche della Tav e di qualunque altra cosa che sappia di moderno). E sono nemici, naturalmente, del capitale e delle banche. Sono dei veri giacobini: non hanno votato Sala per punire il Pd, colpevole di non aver scelto un vero candidato di sinistra. Politicamente credo che siano avanzi della stagione arancione e di Sel

3- Infine c’è tutto un popolo, che gira intorno a Comunione e Liberazione (o che è autonomo), che non ha votato Sala al primo turno per potere poi andare a trattare per il secondo turno. Incredibile? No, Milano è una città di affari. E quindi, a certi livelli, non si regala un voto per niente.

La seconda domanda importante è questa: perché Parisi rischia di diventare sindaco di Milano?

Anche in questo caso la risposta non è complicata. Per mesi il centrodestra era convinto di non avere un candidato, e erano girati nomi di quarta categoria. Poi, la scoperta di Parisi, il, competitor perfetto per Sala: manager contro manager, entrambi con una buona esperienza amministrativa a Milano. Dopo di che Parisi si è dimostrato un uomo assai più sciolto, brillante,  di Sala e deciso a far sognare: abolirà l’area C, viva le automobili, che circolino liberamente, taglierò le imposte, ecc. Reaganismo in salsa milanese.

Un programma delizioso per le orecchie di una certa borghesia che si era già rassegnata a votare Sala, benché candidato ufficiale del PD perché da destra venivano proposte solo delle scartine.

A questo punto nessuno può dire come finirà. Se i giacobini della “sinistra contro” metteranno giudizio e se un po’ di Comunione e Liberazione riterrà che Sala possa essere un sindaco non pregiudizialmente ostile, allora al secondo turno potrebbe anche farcela.

In caso contrario, il centrodestra avrà trovato il suo eroe e Parisi sarà sindaco di Milano, della città cioè che più di altre rappresenta la “nuova Italia” e che più di altre sta nel cuore cdi Renzi.

(Da "Tiscali.it" del 6 giugno 2016)