Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Flores / L'intelltuale inutile

Dirige una rivista alla  ricerca di ciò che è "più a sinistra della sinistra" e è arrivato a Grillo.

di Giuseppe Turani |

E’ difficile immaginare un intellettuale più noioso e inutile di Paolo Flores d’Arcais. Filosofo, politologo, politicante, insegnante universitario e ricercatore fino a un certo punto. Ma soprattutto, da sempre fondatore, ideatore e direttore della rivista Micromega

La rivista, nella mente del suo direttore e dei suoi collaboratori, dovrebbe essere una sorta di aristocratico club delle intelligenze e del pensiero.

Invece è una specie di soffitta piena di cianfrusaglie: l’orologio del nonno garibaldino, le ciabatte della zia morta a 96 anni, la biciclettina con tre ruotine, la fotografia della fidanzatina del liceo.

Giorgio Cremaschi, ex segretario nazionale della Fiom, contesta la società in pensosi e vibranti scritti e rinvia a una rivoluzione che non si sa chi farà, visto che le masse lo hanno abbandonato da tempo immemorabile. Però, ne scrive e sembra quasi vero. Ciò che mai gli è riuscito nella realtà, nelle dense pagine di Micromega, acquista un rassicurante spessore.

Poi c’è la tribù dei magistrati. I più severi e i più intemerati fra di loro hanno trovato qui ospitalità. A parte una certa predilezione generale per le manette, qui dimostrano in tremendi saggi di una prolissità senza pari, ciò che non sono mai riusciti a dimostrare in tribunale. Sulle pagine di Micromega i complotti sono evidenti, chiarissimi, e i colpevoli individuati e puniti. La mafia e la corruzione debellati. Ma solo a parole.

Poi ci sono i liberi pensatori che hanno anche loro un tratto comune: nei loro scritti il mondo va esattamente al contrario di quello che accade nella realtà. Tutte queste sciocchezze però sono ben impaginate e esposte con un linguaggio che più colto e sofisticato non si può.

Ma il pezzo forte è il direttore, Paolo Flores d’Arcais, un vero enciclopedico. Sempre alla ricerca (tranne una scivolata o due) di quello che c’è “più a sinistra della sinistra”, una sorta di ossessione. Sono anni che cerca, insieme ai suoi collaboratori, ma non ha ancora trovato niente, per la semplice ragione che le masse, o più ragionevolmente la gente, sono finite altrove.

Sull’ultimo numero di Micromega allora lancia l’ultimo appello disperato: “Amministrative. M5s unica alternativa al renzismo”. A nome dei più aristocratici intellettuali di sinistra, che alla sera si portano a letto Marx e le inchieste di Ingroia, alla fine scopre la politica fatta da un comico pluriomicida e da una società privata di marketing. Un movimento che non ha organi dirigenti, che non fa congressi, che è tecnicamente una setta governata da un misterioso e onnipotente ”staff”. Vien da ridere. Tante letture, Marx, Hegel e persino Trotsky per scoprire, alla fine, che chi aveva capito tutto erano Casaleggio e Grillo.

Ma la cosa non deve stupire più di tanto. Flores è una specie di foglia trascinata dal vento. Prima comunista, ma espulso perché contemporaneamente trotskista (Quarta Internazionale), sbanda poi verso Craxi e Martelli, disgustato entra nel Pd, ma ne esce perché contrario alla guerra del Golfo. Il tempo di tirare il fiato e eccolo nel 2009 che cerca di fondare il “Partito dei senza partito” (testuale) con Di Pietro e Camilleri, ma i tre litigano e non se ne farà nulla. Alla fine, nel 2013 vota per la Rivoluzione civile di Ingroia, il più grande insuccesso politico degli ultimi 40 decenni.

Adesso, probabilmente esausto e forse anche un po’ rimbambito, dichiara, tronfio e convinto, che non rimane che votare i pentatellati.

Prendete Micromega e buttatela nel cesso.