Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Il declino del Sud

Il Mezzogiorno appare avviato verso una crisi senza fine. Ci sarebbe qualche possibilità di cambiare, ma servirebbe una classe dirigente diversa. Molto diversa.

di GIUSEPPE TURANI |

(nella fotografia: Michele Emiliano, governatore della Puglia)

Il Pil del Mezzogiorno italiano è di poco superiore alla metà di quello del Nord. Se poi si facessero confronti più maliziosi (Trentino vs Calabria) la distanza aumenterebbe ancora, e di molto.

Non si tratta certo di una novità, ma, visto che il fenomeno permane nei decenni, bisogna porsi qualche domanda.

C’è stata una stagione nella quale si era pensato che il Mezzogiorno sarebbe diventato il grande “fabbricone” d’Europa. Ormai, si diceva, i tedeschi sono troppo ricchi per lavorare: faranno fare tutto al Sud mentre loro staranno a Francoforte a tagliare cedole.

Quello che è  successo è che nel Centro Europa lavorano tutti dall’alba al tramonto (turchi e siriani compresi): nel nostro Sud, invece, i disoccupati aumentano di settimana in settimana, il reddito scende, e chi può se ne va, magari per raggiungere i parenti più giovani che sono già emigrati al Nord o in qualche altro paese.

Perché il Mezzogiorno non sia diventato il “fabbricone” non si sa. Ma lo si può immaginare. Zero infrastrutture, sicurezza non garantita, procedure burocratiche per aprire un capannone da basso medioevo.

A questo punto, però, non credo esistano più soluzioni. Temo che sia troppo tardi. E qualche coraggiosa iniziativa pubblica non basterà a fare del Mezzogiorno una terra con un futuro. Manca quasi tutto e, soprattutto, manca una classe dirigente appena appena decente. Nessuna regione italiana vorrebbe fare cambio e prendersi un solo governatore del Sud, per non parlare dei loro parlamentini.

E allora? Si lascia morire tutto? Sta già morendo, se qualcuno non se ne fosse accorto. Il Sud rimarrà lì ancora per qualche decennio, sovvenzionato dal Nord. Mano a mano che la gente se ne andrà, costerà sempre meno (e questa è l’unica paradossale buona notizia).

Ma non si può invertire la marcia? Forse sì, a patto di non essere megalomani: nessuno oggi ha le risorse per occuparsi di tutto il Sud. Bisognerebbe, allora, scegliere un paio di province-test e mandare lì i migliori magistrati d’Italia, i migliori poliziotti, i carabinieri più specchiati, i professori universitari più rinomati, più un tot di imprenditori europei (da attirare con ricche agevolazioni). E stare a vedere che cosa succede. Insomma, l‘idea sarebbe quella di creare un paio di Svizzere nel Sud: magari poi si diffondono e anche il resto decolla.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 13 aprile 2016)