Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

La frenata

La Federal Reserve rinvia l'aumento dei tassi: non tutto va bene in America. S&P taglia le stime di crescita dell'area euro. 

di Giuseppe Turani |

Il primo allarme era arrivato ieri pomeriggio, quando il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ha detto, educatamente, che del rialzo dei tassi in America si riparlerà chissà quando. E, come noto, la regola precisa è che la congiuntura va bene e le prospettive sono buone quando le banche centrali tirano verso l’alto i tassi ci interesse. Quando li mandano giù, o li tengono bassi, significa che qualcosa non va, che qualche rotella si è inceppata.

Infine sono arrivati gli analisti di Standard & Poor’s a mettere nero su bianco dei numeri: crescita 2016 zona euro a 1,5 e a 1,6 per cento l’anno prossimo. L’Italia, come sempre, va un po’ più piano e quindi la previsione S&P è di fare 1,1 quest’anno e 1,3 l’anno prossimo.

Sono cifre talmente modeste che non servono nemmeno commenti. La ripresa, insomma, è partita, ma di fatto si è  arenata quasi subito. Andretta avrebbe detto: come delfini su una spiaggia.

La cosa preoccupante è che bisogna fare voti affinché la situazione rimanga almeno questa, e non peggiori.

Qualche preoccupazione c’è. Il tracollo del prezzo del petrolio ha provocato disastri nella capacità di spesa di molti paesi emergenti (e della Russia) e la cosa comincia a farsi sentire. Si può solo sperare di aver già toccato il  fondo.

Intendiamoci: non sta andando a rotoli il pianeta. Le economie maggiori continuano a crescere, sia pure con un passo molto moderato. E le banche centrali, a differenza di altre volte, sembrano vigili e attente (la Yellen ha virato di 180 gradi rispetto a appena due mesi fa).

Insomma, bisogna stare con la guardia alzata. Siamo su un treno che, dopo una prima accelerata, sta frenando. Non è una buona cosa.