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Paura deflazione

Timori per stima flash inflazione a marzo: potrebbe essere sotto zero, negativa. Prosegue ripresa americana 

di Cassa Lombarda |

Manifatturiero in lieve ripresa ma i prezzi rimangono bassi

Il dato chiave nella settimana dopo Pasqua sarà l'inflazione flash per marzo attesa negativa

- Eurozona: crescita in moderata ripresa con pressioni deflazionistiche – Se da un lato il livello dei Pmi (Purchasing Managers' Index) di Markit in Eurozona indica che la crescita economica nella regione dovrebbe essere in ripresa, dall’altro, tuttavia, l'indaginesottolinea le continue pressioni deflazionistiche, con prezzi alla produzione che cadono di nuovo a marzo e anche pressioni deflazionistiche nei prezzi al consumo a seguito della debolezza della domanda. Questo è in linea con quanto annunciato in accompagnamento delle misure del 10 marzo da Draghi che ha detto che la dinamica di crescita è stata più debole di quanto previsto a inizio anno, ma che si aspetta che la ripresa economica proceda a un ritmo moderato anche grazie alle azioni della BCE volte a fornire un nuovo ciclo di stimolo economico per mantenere la crescita e sostenere il ritorno dell'inflazione più vicino al target di poco inferiore al 2%. Il dato chiave nella settimana dopo Pasqua sarà l'inflazione Flash per marzo attesa negativa.

- USA: possibile ripresa del manifatturiero – L'indice nazionale della Fed di Chicago conferma la crescita moderata dell'economia statunitense. Anche l'indice Pmi manifatturiero dà un segnale di conferma di un trend di recupero, grazie al Dollaro Statunitense (USD) più stabile, al petrolio in risalita e alla tenuta della crescita mondiale. La ripresa dell’immobiliare continua la sua fase di consolidamento a causa di un’offerta limitata e prezzi alti, anche se sembra che ci sia un potenziale per la ripresa grazie ai tassi bassi e alle condizioni favorevoli dei mutui. Comunque, i costruttori restano cauti, con la fiducia che rimane stabile a marzo e al minimo da nove mesi. Questo è coerente con il Federal Open Market Committee (FOMC – Comitato Federale del Mercato Aperto) che ha sottolineato che l'attività economica si sta espandendo a un ritmo moderato grazie a un solido miglioramento dell'occupazione che porterà a un aggiustamento graduale della politica monetaria. Dall'altro lato, ha anche enfatizzato che gli sviluppi economici e finanziari globali continuano a porre rischi al ribasso per l’economica. Perciò la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi e ha dato un messaggio accomodante prevedendo 2 rialzi contro 4 a dicembre dell’anno scorso, avvicinandosi alle attese di mercato che tuttavia sono ancora più prudenti (un solo rialzo). Secondo Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta la decisione di mantenere i tassi invariati è da ricollegare all'esigenza di assicurarsi che la recente volatilità finanziaria globale si sia ridotta. Con un approccio paziente e di sostegno, l’economia sta raggiungendo il pieno impiego e l’obiettivo del 2% d’inflazione potrebbe non essere più così lontano. Anche Jaffrey Lacker (membro Fed) si è dichiarato ottimista sul ritorno dell’inflazione al target del 2%. Lockhart e John Williams, presidente delle Fed di San Francisco, hanno dichiarato che non è da escludere un aumento dei tassi ad aprile. Tutti questi sono segnali di come la Fed sia disposta a permettere alla politica monetaria di divergere dalle altre principali economie. Settimana prossima l'inflazione core di febbraio dovrebbe risalire, confermando il trend di ripresa in atto. Venerdì il rapporto sul mercato del lavoro dovrebbe essere solido e mostrare un aumento dei salari orari medi.

- Cina: lieve recupero atteso – Venerdì prossimo attesi Pmi in lieve recupero ma sempre in zona decelerazione. 

- Brasile: debolezza economica è una preoccupazione – lnflazione e disoccupazione in aumento. L’impeachment del presidente darebbe una scossa positiva ma le prospettive dell’economia rimangono deboli. 

- Giappone: condizioni in deterioramento ma Bank of Japan (BoJ) attendista – Il Pmi manifatturiero mostra segnali di debolezza per la prima volta da aprile 2015 indicando che le condizioni operative economiche si stanno deteriorando. Invece l'indice di tutte le attività industriali a gennaio sale ma la variazione media a 3 mesi resta negativa. La scorsa settimana la Banca Centrale ha lasciato il piano di acquisto titoli ai livelli attuali e mantenuto i tassi d’ interesse invariati in territorio negativo. Tuttavia, la Banca ha mostrato un crescente pessimismo circa le previsioni sulle esportazioni, la produzione industriale e l’inflazione rispetto alle dichiarazioni di gennaio. Sulla stessa linea, in un'intervista successiva al meeting, il governatore Haruhiko Kuroda ha anche dichiarato che c’è spazio per tagliare i tassi fino a -0,50% ma intende monitorare come i tassi negativi incideranno sull’economia e questo genererà un periodo di attendismo. 

- Svezia: ‎fiducia elevata – L'indicatore di fiducia rimane alto ed è coerente con una crescita del PIL addirittura intorno al 4% a/a. 

- UK: inflazione bassa e la Bank of England (BoE) resta espansiva – L'inflazione è rimasta inaspettatamente invariata a febbraio, rimanendo ben al di sotto dell'obiettivo +2% della Banca dell'Inghilterra da ormai più di due anni, in gran parte a causa dei prezzi bassi del petrolio. Questi dati, però, non dovrebbero smuovere la Banca Centrale, che settimana scorsa ha già mantenuto la sua politica espansiva e segnalato che dovrebbe mantenere i tassi d’ interesse al minimo storico fino a quando non ci saranno più chiari segni di crescenti pressioni inflazionistiche. Solo se l'espansione continuerà senza interruzioni, le probabili future pressioni sui costi provenienti dal mercato del lavoro rischieranno di indurre la BoE a cambiare il suo linguaggio accomandante prima di quanto i mercati si aspettino ora. Inoltre, ora ci sono crescenti preoccupazioni circa le incertezze legate alla possibilità di un'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, oltre alla decelerazione del settore dei servizi, che finora è stato il motore principale di espansione. Infine, il governo ha anche annunciato più tagli alla spesa come parte degli sforzi per eliminare il deficit entro la fine del decennio, che dovrebbero avere un effetto di freno sull'economia. 

Cassa Lombarda