Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

I Paperoni italiani

Nella classifica di Forbes un'Italia stramba: cioccolato, caramelle, occhiali, vestitini. La più ricca è la signora Ferrero, con un patrimonio di oltre 20 miliardi di dollari. 
(Nella foto: Maria Franca Ferrero)

di Giuseppe Turani |

di Giuseppe Turani

Come ogni anno la rivista americana Forbes pubblica l’elenco mondiale dei Paperoni, cioè degli uomini più ricchi del mondo. Naturalmente, come tutti possono immaginare, non esiste un modo standard per valutare i singoli patrimoni (magari in parte nascosti dietro società di comodo). Forbes da anni ha risolto il problema ricorrendo a delle stime: si chiede cioè a operatori di borsa, banchieri, esperti vari e poi si stilano le classifiche.

Quando si va a vedere l’elenco degli italiani piazzati da Forbes nella sua lista, si rimane colpiti dalla povertà, come dire?, merceologica e dal numero basso di presenze.

Apre l’elenco non più la Fiat con gli Agnelli o qualche altro industriale di rilievo. Al primo posto c’è una gentile signora che i giornali hanno preso a chiamare “Lady Nutella”. In realtà si chiama Maria Franca Fissola, e sta nella lista perché è la vedova di Michele Ferrero, creatore dell’azienda omonima, diventata famosa nel mondo appunto per via della Nutella.

La Ferrero è una multinazionale, con sede a Alba, con i fiocchi, e sta ai primi posti fra le aziende alimentari mondiali. Può essere curioso ricordare che, quando Michele Ferrero chiese alla signora Maria Franca di considerare l’idea di sposarlo, fece una premessa: prima di rispondere ricorda che ti parlerò per tutta la vita solo di cioccolato.

Michele Ferrero era un uomo molto intelligente e abile e quindi è certo che alla moglie avrà parlato anche di altre cose. Però è vero che tutta la sua vita è stata dedicata al cioccolato. Su questo ha costruito un impero incredibile per vastità a ricchezza. Morto lui, il posto fra i più ricchi è passato appunto alla signora Maria Franca, che gli è stata accanto tutta la vita.

Con la signora Franca l’Italia appare al 32 esimo posto con poco più di 22 miliardi di dollari da patrimonio. Per trovare un altro italiano bisogna arrivare al 37 esimo posto e c’è una vecchia conoscenza: Leonardo Del Vecchio, patron della Luxottica, una delle più grandi aziende mondiali di occhiali. E’ il caso di ricordare che tanto Del Vecchio quanto Ferrero sono partiti praticamente da zero.

Proseguendo ancora si incontrano Stefano Pessina, distribuzione di prodotti farmaceutici. Massimiliano Landini Aleotti, farmaceutici (Menarini), seguito da un’altra vecchia conoscenza, e cioè Silvio Berlusconi, patron di Mediaset (7,4 miliardi di dollari di patrimonio, 179 esimo posto). Subito prima di lui viene Giorgio Armani, con un patrimonio di quasi 8 miliardi di dollari: anche lui è partito da zero. Infine, fra i primi, abbiamo Augusto e Giorgio Perfetti: caramelle.

Altri nomi eccellenti. Miuccia Prada è al posto numero 405, con un patrimonio di poco superiore al 4 miliardi di dollari. Diego Della Valle è al numero 1105 con un patrimonio inferiore ai due miliardi di dollari. Gli altri ragazzi prodigio della moda italiana, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, stanno ancora più giù: posto numero 1173, con 1,7 miliardi di dollari di patrimonio.

Ripeto: questa classifica è fatta sulla base di stime, e quindi non è attendibile al 100 per cento. La parte italiana, comunque, fa un po’ impressione per la “leggerezza” delle nostre presenze: cioccolato, caramelle, qualche medicinale, e tanti vestitini.

E’ un ritratto corretto dell’Italia? No. Nel nostro paese c’è molto altro. Senza scomodare la Fiat e le sue automobili, abbiamo la Brembo, prima azienda al mondo di freni per auto, ma anche Interpump, azienda leader mondiale nelle pompe. E potrei andare avanti ancora per molto. In totale sono quasi 5 mila le aziende medio-grandi che costituiscono quello che si chiama il “Quarto Capitalismo”, e che spesso sono leader mondiali o europei nel loro settore.

Ma non appaiono mai in queste classifiche internazionali, perché probabilmente i redattori di Forbes nemmeno sanno che esistono Meglio così, non si montano la testa e continuano a lavorare e a produrre.

Basta ricordare, in conclusione, che l’immagine dell’Italia che esce dalla classifica dei Paperoni è assolutamente falsa. Per fortuna siamo un paese che non fa solo  solo cioccolato, caramelle, occhiali e vestitini.

(Da "Tiscali.it" del 2 marzo 2016)