Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Mogherini all'Onu

Per l'Italia sarebbe un gran colpo. Brava in politica estera e molto diplomatica.

di Giuseppe Turani |

di Giuseppe Turani

Il New York Times, cioè uno dei maggiori giornali del mondo, sempre critico (giustamente) nei nostri confronti, scrive che un’italiana, Federica Mogherini, attualmente lady Pesc, cioè alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza europea, potrebbe essere il nuovo segretario generale dell’Onu.

Subito si è aperta una gara, tipicamente italiana, fra chi trova la cosa bellissima e chi dice che la signora non è per niente adatta, che come rappresentante europeo non ha combinato granché.

Sono in dissenso, e per due o tre ragioni precise.

Non è una principiante. La prima è che la Mogherini, piaccia o non piaccia, si è dedicata alla politica estera da sempre. Probabilmente conosce più il resto del mondo dell’Italia. Da sempre, fin da quando era nei giovani ds, ha frequentato tutti i convegni internazionali e ha stretto amicizia con una quantità di futuri leader di paesi. E’ partita con i corsi Erasmus, come una qualsiasi studentessa, ha girato mezzo mondo. Parla correntemente inglese e francese (e anche un po’ di spagnolo). Chi l’ha vista in qualche conferenza stampa internazionale avrà notato la dimestichezza con la quale si muove.

Ma, soprattutto, ha dimostrato in questi mesi in Europa di essere capace di sapersi comportare. Nessuna gaffe seria, buoni rapporti con tutti. Un’abilità, e questa è stata una sorpresa, nello scivolare in mezzo a tutte le contraddizioni della politica europea.

In sostanza, Federica Mogherini è una delle poche italiane (e italiani) “da esportazione”. Non è che ne abbiamo poi così tante (si confonde abitualmente la Siria con l’Iraq, la Grecia con la Turchia).

A chi non piace. E ci sono, naturalmente, le critiche. Sono tante. Si comincia con il dire che non si è vista una gran politica estera europea. Vero. Quando venne nominata quella che l’ha preceduta, la baronessa inglese Ashton, tutti a dire: vedrete, la baronessa ha alle spalle tutta la tradizione inglese, il Foreign Office, sarà bravissima. Bene, non è successo niente. E non perché la signora  Catherine Ashton fosse un’incapace: la verità è che non c’era, e non c’è, una politica estera europea. E quindi lady Pesc corre su e giù per il mondo un po’ a vuoto. E la politica estera europea non c’è perché i singoli paesi preferiscono farsela per conto proprio, seguendo i propri interessi.

Chiarito questo si arriva alla  conclusione che Federica Mogherini ha ricoperto con grande dignità il suo incarico, un incarico un po’ vuoto di contenuti (non per colpa sua).

Troppo filorussa? Ma ci sono anche critiche più serie. Troppo filorussa, si è detto, e troppo filoaraba. E qui le discussioni potrebbero durare settimane. Si possono abbreviare spiegando che filorussa e filoaraba è la nostra politica estera, da sempre. E, tutto sommato, quella europea non è molto distante.

Infine, non credo che assegneranno mai all’Italia il segretariato generale dell’Onu, ma se questo dovesse avvenire e se per la prima volta a occupare quel posto fosse una donna, dovremo fare capriole di gioia. Intanto, per aver dato comunque una spinta in avanti al mondo femminile (che va sempre bene), ma soprattutto  perché nel mondo non siamo considerati granché: siamo un paese di mezzo e pieno di problemi. Avere Federica Mogherini segretario generale dell’Onu ci rimetterebbe un po’ al centro della scena. E non sarebbe affatto una brutta cosa per noi.

(Da "Tiscali notizie" del 18 dicembre 2015)